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Cosa rischia il marito che tradisce la moglie

News

In breve: il marito che tradisce la moglie non commette reato, perché l’adulterio non è più punito in Italia dal 1969. Rischia però l’addebito della separazione, se il tradimento è la causa della fine del matrimonio: con l’addebito perde il diritto all’assegno di mantenimento e i diritti ereditari verso la moglie. Nei casi più gravi può essere condannato anche a risarcire il danno. Tutto questo, però, vale solo se il tradimento si prova.

Le stesse regole valgono, identiche, per la moglie che tradisce il marito. Qui sotto trovi cosa dice davvero la legge, cosa non cambia con il tradimento e come si raccolgono prove che un giudice possa usare.

Adulterio: è reato?

No. Fino al 1968 la legge puniva l’adulterio, e solo quello della moglie. La Corte costituzionale ha cancellato quelle norme tra il 1968 e il 1969 perché discriminavano le donne. Da allora il tradimento non è reato, né per il marito né per la moglie, e non esiste una «denuncia per adulterio» da presentare ai carabinieri.

Il tradimento resta però la violazione di un obbligo preciso: l’articolo 143 del codice civile dice che dal matrimonio nasce l’obbligo reciproco di fedeltà. Le conseguenze sono civili e si giocano nella separazione.

Cosa rischia il marito che tradisce: l’addebito della separazione

Chi chiede la separazione può chiedere al giudice di dichiararla «addebitata» all’altro coniuge, cioè di stabilire che la fine del matrimonio è colpa sua. Il tradimento è la causa di addebito più frequente, e di solito il giudice lo considera sufficiente a spiegare la fine del matrimonio.

C’è però un’eccezione importante. Se il matrimonio era già finito prima, per esempio perché i coniugi vivevano da separati in casa, il tradimento non ne è la causa e l’addebito non scatta. Il marito accusato può evitarlo proprio dimostrando che la crisi era precedente.

Cosa perde chi subisce l’addebito

  • il diritto all’assegno di mantenimento: se il marito che ha tradito guadagna meno della moglie, non può chiederle il mantenimento. Conserva solo il diritto agli alimenti, se è in stato di bisogno;
  • i diritti ereditari verso l’altro coniuge, se questi muore prima del divorzio.

Cosa non cambia

  • l’affidamento dei figli: il tradimento riguarda il rapporto tra i coniugi, non la capacità di fare il genitore. Il giudice decide sull’affidamento guardando solo all’interesse dei figli;
  • la divisione dei beni: dipende dal regime patrimoniale, comunione o separazione, non da chi ha tradito;
  • l’obbligo di pagare il mantenimento: chi guadagna di più continua a doverlo, anche se è stato tradito. L’addebito toglie il diritto a riceverlo, non crea un obbligo in più per chi ha tradito.

Sull’assegno trovi di più nella pagina su determinazione e revisione dell’assegno di mantenimento.

Il marito che tradisce deve risarcire i danni?

Può succedere, ma è raro. La Cassazione (sentenza n. 18853 del 2011 e successive) ammette il risarcimento solo quando il tradimento, per il modo in cui è avvenuto, lede la dignità e l’onore del coniuge tradito: una relazione ostentata davanti ad amici e parenti, un’umiliazione pubblica, un danno alla salute documentato. Il semplice dolore per la scoperta non basta.

E l’amante?

L’amante non ha alcun obbligo di fedeltà verso il matrimonio altrui, quindi di regola non risponde di nulla. Avere un amante non è reato, ed essere l’amante nemmeno.

Come si prova il tradimento

Il giudice non decide su sospetti. Servono fatti precisi, con date e luoghi. Le prove più usate sono:

  • la relazione di un investigatore privato autorizzato, con fotografie scattate in luoghi pubblici, orari e descrizione degli incontri. L’investigatore può essere chiamato a confermarla come testimone;
  • testimoni che hanno visto la relazione con i propri occhi;
  • messaggi e foto, ma solo se ottenuti in modo lecito. Entrare nel telefono o nella mail del coniuge senza il suo consenso può essere un reato, e quella prova rischia di ritorcersi contro chi la porta.

Sul telefono in particolare abbiamo scritto una guida dedicata: come scoprire un tradimento dal cellulare senza commettere reati.

Cosa fa un’agenzia investigativa in un caso di infedeltà

Il lavoro è osservare e documentare. Si parte da quello che la cliente sa già: orari che non tornano, uscite che si ripetono, un luogo. Si decidono insieme i giorni in cui ha senso uscire, perché raramente una relazione si vede in un giorno solo. Alla fine si consegna una relazione scritta con le fotografie, pronta per l’avvocato.

Cosa non facciamo: non installiamo localizzatori sull’auto del coniuge, non entriamo nel suo telefono e non ascoltiamo le sue conversazioni. Sono attività illecite, e una prova ottenuta così è inutile in causa. Trovi come lavoriamo nella pagina sulle indagini per infedeltà coniugale.

Domande frequenti

Se il marito tradisce la moglie, lei può andarsene di casa?

Andarsene senza un motivo può costare l’addebito per «abbandono del tetto coniugale». Il tradimento è però una giusta causa per allontanarsi, se il coniuge riesce a provarlo. Prima di farlo conviene parlarne con un avvocato.

Un tradimento solo emotivo, senza rapporti, conta?

Sì, può contare. La Cassazione considera violazione della fedeltà anche una relazione sentimentale che, per come è vissuta, offende la dignità dell’altro coniuge e fa venire meno la fiducia, anche senza prova di rapporti sessuali.

Le prove di un investigatore valgono in tribunale?

Sì, se l’agenzia ha la licenza prefettizia e ha raccolto le prove in modo lecito. Il giudice valuta la relazione insieme alla testimonianza dell’investigatore che l’ha firmata.

Entro quando si può chiedere l’addebito?

La domanda di addebito si fa nel giudizio di separazione. Se ci si separa consensualmente, di fatto vi si rinuncia. Per questo le prove servono prima di decidere come separarsi.

Parliamone

EA Intelligence lavora a Torino e in Piemonte dal 1994, con licenza art. 134 T.U.L.P.S. n. 70166 del novembre 1994, oggi provvedimento n. 10091/2011 della Prefettura di Torino. Collaboriamo con avvocati matrimonialisti e sappiamo che cosa serve a una causa di diritto di famiglia. Il primo colloquio è riservato e senza impegno.

Scrivici dalla pagina contatti oppure chiama il 339 486 2475.



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EA Intelligence è la divisione di EA Investigazioni dedicata ad aziende e studi legali. Agenzia autorizzata dal 1994.

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